EnergiaVitale

Vivo consapevolmente ogni attimo!_"Le cose si scoprono.. si conoscono.. solo grazie all'osservazione"

[…] Quando ami profondamente, per la prima volta incontri la realtà interiore. […] Quando sei innamorato, il corpo dell’amato svanisce, scompare. La forma non esiste più e si rivela ciò che è senza forma. Sei di fronte a un abisso. Ecco perché abbiamo tanta paura dell’amore. Possiamo affrontare un corpo, possiamo affrontare un volto, possiamo affrontare una forma, ma abbiamo paura di affrontare un abisso. Se ami qualcuno, se ami realmente, il suo corpo dovrà scomparire, è inevitabile. In alcuni momenti culminanti, la forma si dissolverà e attraverso l’amato entrerai in ciò che è senza forma. Ecco perché abbiamo paura: è cadere in un abisso senza fondo.[…] Quando l’amore raggiunge il suo culmine, l’amato scompare. Come mai accade? Perché in realtà, ognuno è senza forma. Tu non sei un corpo; ti muovi come un corpo, vivi come un corpo, ma non sei un corpo. Quando vediamo qualcuno dall’esterno, è un corpo. L’amore penetra all’interno, quindi non vediamo più la persona dall’esterno. L’amore può vedere una persona come lei stessa si vede dall’interno. Allora la forma scompare. Rinzai, un monaco Zen, raggiunse l’illuminazione, e la prima cosa che chiese fu: “Dov’è il mio corpo? Dov’è andato il mio corpo?” e cominciò a cercare. Chiamò i suoi discepoli e disse: Andate e scoprite dov’è il mio corpo. Ho perso il mio corpo”. Era entrato in ciò che è senza forma. Anche tu sei un’esistenza senza forma, ma non hai una conoscenza diretta di te stesso, è mediata dagli occhi degli altri: conosci attraverso lo specchio. A volte, mentre ti guardi allo specchio, chiudi gli occhi e poi pensa, medita: se non ci fosse uno specchio come avresti potuto conoscere il tuo volto? Se non ci fosse uno specchio non ci sarebbe stato alcun volto. Tu non hai un volto; gli specchi ti danno dei volti. Pensa a un mondo senza specchi. Sei solo, non c’è alcun specchio, neppure gli occhi degli altri che fungono da specchi. Sei solo su un’isola deserta, nulla può rispecchiarti. Avresti ancora un volto? Oppure avresti un corpo? Non potresti averlo, non lo hai affatto. Conosciamo noi stessi solo attraverso gli altri, e gli altri possono conoscere solo la forma esterna: questa è la ragione per cui ci identifichiamo con essa. Hyakujo, un altro mistico Zen, diceva sempre ai suoi discepoli: “Quando meditando avete perso la testa, venite immediatamente da me. Quando perdete la testa venite immediatamente da me. Quando incominciate a sentire che la testa non c’è più, non abbiate paura: venite immediatamente da me. Questo è il momento giusto. Ora vi può essere insegnato qualcosa”. Con la testa nessun insegnamento è possibile: la testa interferisce sempre. […] Nell’amore, entri nell’alto e ti identifichi con lui. Non sei tu a rispondere: diventate una cosa sola e per la prima volta conoscete un abisso, una presenza senza forma. […] Quando ami qualcuno, quando entri in qualcuno, lui diventa solo una presenza luminosa. […] Noi non sappiamo che il mondo è colmo di meraviglia: tutto è solo ripetitivo, nessuna meraviglia, nessuna poesia, solo piatta prosaicità. Non crea un canto in te, non crea una danza in te, non fa nascere all’interno la poesia. L’intero universo sembra meccanico. I bambini lo guardano con occhi colmi di meraviglia: quando gli occhi sono colmi di meraviglia anche l’universo ne è colmo. Quando sei innamorato, ritorni a essere come un bambino. […] L’universo può essere spiegato: allora il tuo approccio è scientifico. L’universo è noto o ignoto, ma ciò che è ignoto può venire conosciuto in qualsiasi momento. Non è inconoscibile. L’universo diventa inconoscibile, un mistero, solo quando i tuoi occhi sono colmi di meraviglia. […] Quando la forma scompare il tuo amato diventa l’universo, ciò che è senza forma, l’infinito. […] Quando penetri nell’amore, in un intimo e profondo mondo d’amore, la persona scompare, la forma scompare e l’amante diventa solo una soglia verso l’universo. La tua curiosità può essere scientifica, in questo caso il tuo approccio deve essere logico, non devi pensare a ciò che è senza forma, guardati da ciò che è senza forma, in questo caso accontentati della forma. La scienza si occupa sempre della forma. Se a una mente scientifica viene proposto qualcosa senza forma, essa lo costringerà ad averne una, perché se non assume una forma è senza significato. Prima dagli una forma, una forma definita, solo allora la ricerca avrà inizio. Nell’amore, se la forma esiste, non avrà più fine: dissolvi la forma! Quando le cose diventano senza forma, vertiginose, senza confini, quando ogni cosa penetra nell’altra, quando l’intero universo diventa un’unità, solo allora l’universo è pieno di meraviglia.(p.8/9)

 

Osho “Il libro dei segreti”

 

 

“Il libro dei segreti” è la trascrizione di un insegnamento orale e il commento a un antico testo sacro il “Vijnana Bhairava Tantra” (Via per andare al di là della coscienza). Il tantra è un itinerario spirituale, non è ideologia, e aiuta ad abbattere gli schemi mentali che ci impediscono di riconoscere la vita. Non è religione, almeno in senso tradizionale, né si propone di riscattare alcuna colpa; tantra è semmai amore, il modo relazionale per liberare l’energia (fondalmentalmente l’energia sessuale) che ogni individuo ha in sé, per realizzarsi e trasformarsi.

http://libreriarizzoli.corriere.it/libri/scienze-umane/Yp.sEWcWPvEAAAEphIAfmqGA/ct

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Prendimi così
l’amore che ti do
pur coi suoi difetti
è tutto quel che ho
vieni insieme a me
illumina la via
così senza far niente
per farmi compagnia
E’ tanto tempo che ti ho aspettato
estati autunno inverno adesso vai
mi sono innamorato
come non sono stato mai
Vieni insieme a me
vedrai ti porterò
dove ci son cose che non lo so se so
e finalmente tu
ridendo dirai che
non riesci a far a meno di me
Così ti mando una carezza
che vola sopra la città
questo amore è fresca brezza
che spazza via l’umidità
Anima mia vola via vola da lei
dille che io
anima mia dille che io
sì anima mia dille che io
Vorrei entrarle in un orecchio
guardarla dentro un occhio
e poi leggero come la neve
fermarmi sul suo ginocchio
parlarle sulla bocca
piano piano fitto fitto
o mentre sta dormendo
guardarla dal soffitto
La notte è come il giorno
non faccio niente mi guardo intorno
la vita è un brutto gioco
prende quello che ti dà
per il resto io son contento
anche se è troppo che non ti sento
tanto è vero che non so nemmeno
se ci sei o non ci sei
Anima mia vola via vola da lei
dille di me
anima mia vola via vola da lei
dille di me
anima mia vola via vola da lei
dille di me
Anima mia anima mia
Anima mia anima mia
Anima mia vola via …

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 In piedi, in ginocchio, seduta, sdraiata,
maliziosa, sfrenata, contrita,
provocante, timorosa
e via dicendo (…)
l’anziano cavaliere le regge il lume
ed è in costante adorazione
davanti alla sua persona.

Johann Wolfgang von Goethe
da: “Viaggio in Italia” 1817

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Crescendo impari che la felicità
è fatta di cose piccole ma preziose….
…e impari che il profumo del caffè al mattino
è un piccolo rituale di felicità,
che bastano le note di una canzone,
le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore,
che bastano gli aromi di una cucina,
la poesia dei pittori della felicità,
che basta il muso del tuo gatto
o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità è
fatta di emozioni in punta di piedi,
di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore,
che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto,
che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno,
e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

da: “Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach

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Tu, a differenza del sole,

riesci a dare colore

anche alle ombre.

 

Enrico Caruso a Dorothy

 

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Avevo capito che rinunciare a se stessi, non amarsi è come sbagliare a chiudere il primo bottone della camicia. Tutti gli altri poi sono sbagliati di conseguenza. Amarsi è l’unica certezza per riuscire ad amare davvero gli altri.

immagini di cuori glitter
Il mio lavoro mi rendeva uguale a tutti gli altri. Non mi permetteva di esprimermi. Ero sostituibile come un bullone di una macchina, e questo condizionava tutti i miei rapporti. Perché poi la sera, quando tornavo a casa, avevo voglia di stare con una persona che mi avesse scelto. Volevo essere SCEL-TO! Volevo una persona che voleva me. Una persona per la quale io non potevo essere sostituito da un giorno con l’altro. Una persona che mi facesse sentire speciale. Diverso da tutti. Un individuo. Una persona. Un principe azzurro.

Fabio Volo
da: “È una vita che ti aspetto”

giuli_abbraccio

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 L’amorosa

Lei è in piedi sulle mie palpebre
e i suoi capelli sono nei miei,
lei ha la forma delle mie mani,
lei ha il colore dei miei occhi,
lei è sprofondata dentro la mia ombra
come una pietra sopra il cielo.

Lei ha sempre gli occhi aperti
e non mi lascia dormire.
I suoi sogni in piena luce
fanno evaporare i soli,
mi fanno ridere, piangere e ridere
parlare senza avere niente da dire.

Paul Eluard
da 
“Morire di non morire”
(1924)

giuli_felicesabato

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Nessuno ti amerà mai più come me,
nessuno mia cara,
poiché nel mio amore è tutto,
e nessun uomo dopo di me,
ti potrà e vorrà dare tutto se stesso, tutta la sua vita,
tutte le sue ambizioni, le sue occupazioni,
la sua anima intera, il suo pensiero intero.

Salvatore Di Giacomo, 15 giugno 1907

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Joriki (in sanscrito, samâdhi, tradotto di solito come “concentrazione”).

Nel primo stadio dello za-zen si sviluppa joriki, contando il respiro o attraverso altri sistemi come lavorare sul koan o concentrarsi sul mantenimento della postura. Ciò porta l’attenzione a contemplare ogni momento dell’esperienza. Stando seduti immobili la mente si stabilizza e la consapevolezza va oltre le piccole preoccupazioni dell’io, riuscendo a volte a esperire parte dell’originaria armonia tra mente, corpo e natura. Rilassando le opinioni e le tensioni corporee, la consapevolezza diventa più lucida e tagliente, mentre il respiro si calma e si approfondisce. Con il tempo s’inizia a sviluppare un grande senso di pace e di potere interno. Attraverso joriki  si dà valore alla relazione mente-corpo e all’importanza della postura za-zen. Il Roshi Suzuki ha detto:

“La posizione esprime l’unità della dualità: non due, e non uno. Il nostro corpo e la nostra mente non sono due ma neppure uno.Se pensate che il corpo e la mente siano due, questo è sbagliato, ma se pensate che siano uno, anche questo è sbagliato, in quanto sono sia due sia uno. Di solito si dice che se qualcosa non è uno, deve essere più di uno: se non è singolare è plurale. Ma in realtà, la nostra vita non è solo plurale ma anche singolare. Ognuno di noi è sia dipendente che indipendente.”

[...] Mantenendo la schiena dritta e il respiro calmo, il centro di gravità scende verso la cavità dello stomaco. Questo punto è tradizionalmente chiamato hara, ed è situato a circa due dita sotto l’ombelico. Si dice che lo hara sia il centro del nostro essere, e a volte si sente che quando joriki è profondo, la consapevolezza “dimora” in questo punto. L’addome si alza e si abbassa con il respiro e la posizione mente-corpo si rilassa e si apre alla sensazione senza sentirsi vulnerabile. Quando i moti del pensiero iniziano a rallentare e diminuisce l’attaccamento alla discriminazione, c’è un parallelo aumento della capacità di accettare a fondo ogni momento dell’esperienza così come nasce e si dilegua. Roshi Deshimaru ha detto che quando sediamo in questo modo la nostra vita diventa come “una sorgente che trabocca, continuamente fresca. È sempre nuova, viva, perchè si rinnova a ogni istante”. Va dunque notato che tradurre joriki o samâdhi con “concentrazione” non è completamente esatto. Di per sè, la concentrazione non è lo scopo dello za-zen:  lo scopo vero è vedere, osservare le cose come sono, e lasciare che tutto vada come vada. La pratica dello zen apre la nostra piccola mente: concentrarsi è solo un aiuto a realizzare “la grande mente”, o la mente che è ogni cosa. Se volete scoprire il vero significato dello zen nella vita quotidiana, dovete capireil senso di mantenere la mente sul respiro e il corpo nella giusta posizione dello za-zen. Solo in questo modo potrete sentire la libertà vitale dello zen. (pp. 54/56)

tratto da: “Lo Zen” di David Scott & Tony Doubleday

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 Quando è l’ora, la Befana
alla scopa salta in groppa.
D’impazienza già trabocca:
l’alza su la tramontana,
fra le nuvole galoppa.
Ogni bimbo nel suo letto
fa l’ esame di coscienza:
maledice il capriccetto,
benedice l’ ubbidienza:
La mattina al primo raggio
si precipita al camino.
Un bel dono al bimbo saggio,
al cattivo un carboncino! 

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Ti parlerò d’amore_Massimo Ranieri

Potrei provare a scriverti è vero
Ma questa notte resto qui a farmi male
Non più di tre secondi a canale
Quegli scemi ridono non li posso più guardare
C’è sempre una speranza banale
Che dentro quello schermo per puro incanto
Invece che squallore e rimpianto
All’improvviso arrivi tu e mi vieni a prendere
Io sarò un romantico e anche uno che sogna
Sembrerò ridicolo ma ormai sono così
No, non posso fingere e quando ti vedrò
Coraggio sì, ne troverò, ci riuscirò
Ti parlerò d’amore
Come non fosse un’illusione
Sesso e passione e vuoti immenso
Oscura voglia di tradimento
Ti parlerò d’amore
Mi sembrerà così normale
Senza mistero né dannazione
Lasciarmi andare insieme a te
Potrei provare a scriverti è vero
Ma non mi basterebbe un romanzo intero
Così mi stendo e chiudo gli occhi
Guardo bene dentro me e ci trovo solo te
Col sorriso timido in piena confusione io
Resterò lì un secolo in tua contemplazione
E mi farò guidare dalla mia emozione
Coraggio sì, ne troverò, ci riuscirò
Ti parlerò d’amore
Non avrò più nessun pudore
Non amicizia e non saggezza
Ma tenerezza diretta al cuore
Ti parlerò d’amore
In mezzo a tutta l’altra gente
Fino a che il mondo sarà distante
Fino a che tu non mi amerai
T’innamorerai

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 Ogni giorno della vita è unico,
ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo.
Non importa se otteniamo dei risultati o meno,
se facciamo bella figura o no, in fin dei conti l’essenziale,
per la maggior parte di noi, è qualcosa che non si vede,
ma si percepisce nel cuore.

Aruki Murakami

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“Bisogna andare a Napoli per ritemprarsi la giovinezza, per amare la vita. Lo stesso sole ne è innamorato.”

Gustave Flaube

“Se nessun napoletano vuole andarsene dalla sua città, se i poeti celebrano in grandiose iperboli l’incanto di questi siti, non si può fargliene carico, vi fossero anche due o tre Vesuvio nelle vicinanze. Qui non si riesce davvero a rimpiangere Roma; confrontata con questa grande apertura di cielo, la capitale del mondo nella bassura del Tevere appare come un vecchio convento in posizione sfavorevole.”

Johann Wolfgang von Goethe

“Roma e Napoli si somigliano tra di loro quanto una severa e maestosa matrona somiglia a una vivace, spensierata etera. Roma ricorda il carattere perituro delle cose, il passato, la morte, è un eterno memento mori. Napoli ricorda l’affascinante delizia del presente, la vita, il carpe diem.”

Aleksandr Ivanovic Herzen

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 ”Il talento si sviluppa nella solitudine; il carattere, nel fiume della vita”.

Johann Wolfgang von Goethe

È arrivato il momento di smettere di analizzare l’Amore.[...]
La vita ci offre migliaia di occasioni per imparare ad amare. In ciascun giorno della propria vita, ogni uomo ed ogni donna troveranno sempre un’ottima opportunità per consegnarsi all’Amore. La vita non è una lunga festa, ma un costante apprendistato. E la lezione più importante con la quale dobbiamo cimentarci è: apprendere ad amare.
E amare sempre meglio. Che cosa fa dell’uomo un grande artista, un grande scrittore, un grande musicista?
La pratica. Nulla di più. Per la crescita spirituale si applicano le medesime regole usate per il corpo e per la mente.
Se un uomo non esercita il braccio, non avrà mai muscoli. Se non esercita l’anima, non avrà mai forza di carattere, né ideali, né la bellezza che deriva dal proprio miglioramento interiore.
L’Amore non è un momento di entusiasmo.
L’Amore è un’espressione ricca, forte e generosa della nostra vita – la personalità dell’uomo nel suo sviluppo più completo. E, per arrivare a questo, abbiamo bisogno di una pratica costante.[...]
Cerca dunque di vedere il mondo come un grande apprendistato d’Amore e non soffermarti a lottare contro quello che accade nella tua vita. Non reclamare per il fatto che devi agire sempre con grande circospezione, poiché sei costretto a vivere in ambienti meschini, alle prese con anime poco evolute. [...] E non avere paura delle tentazioni. Non ti stupire perché le scorgi di continuo intorno a te, perché non si allontanano mai – malgrado tanti sforzi e tante preghiere. [...]Tutto questo ti insegnerà ad essere paziente, umile, generoso, gentile, tollerante. Non allontanare la Mano che colpisce la tua immagine, perché essa ti mostra anche il cammino. [pp.71/74]

da: “Henry Drummond – Il dono supremo”

di Paulo Coelho

  

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 …cogli l’attimo!

Sii saggia, mesci il vino
– breve è la vita – rinuncia a speranze lontane. Parliamo
e fugge il tempo geloso: carpe diem, non pensare a domani.

Orazio

carmen n° 11 del Primo libro

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