[…] Quando ami profondamente, per la prima volta incontri la realtà interiore. […] Quando sei innamorato, il corpo dell’amato svanisce, scompare. La forma non esiste più e si rivela ciò che è senza forma. Sei di fronte a un abisso. Ecco perché abbiamo tanta paura dell’amore. Possiamo affrontare un corpo, possiamo affrontare un volto, possiamo affrontare una forma, ma abbiamo paura di affrontare un abisso. Se ami qualcuno, se ami realmente, il suo corpo dovrà scomparire, è inevitabile. In alcuni momenti culminanti, la forma si dissolverà e attraverso l’amato entrerai in ciò che è senza forma. Ecco perché abbiamo paura: è cadere in un abisso senza fondo.[…] Quando l’amore raggiunge il suo culmine, l’amato scompare. Come mai accade? Perché in realtà, ognuno è senza forma. Tu non sei un corpo; ti muovi come un corpo, vivi come un corpo, ma non sei un corpo. Quando vediamo qualcuno dall’esterno, è un corpo. L’amore penetra all’interno, quindi non vediamo più la persona dall’esterno. L’amore può vedere una persona come lei stessa si vede dall’interno. Allora la forma scompare. Rinzai, un monaco Zen, raggiunse l’illuminazione, e la prima cosa che chiese fu: “Dov’è il mio corpo? Dov’è andato il mio corpo?” e cominciò a cercare. Chiamò i suoi discepoli e disse: Andate e scoprite dov’è il mio corpo. Ho perso il mio corpo”. Era entrato in ciò che è senza forma. Anche tu sei un’esistenza senza forma, ma non hai una conoscenza diretta di te stesso, è mediata dagli occhi degli altri: conosci attraverso lo specchio. A volte, mentre ti guardi allo specchio, chiudi gli occhi e poi pensa, medita: se non ci fosse uno specchio come avresti potuto conoscere il tuo volto? Se non ci fosse uno specchio non ci sarebbe stato alcun volto. Tu non hai un volto; gli specchi ti danno dei volti. Pensa a un mondo senza specchi. Sei solo, non c’è alcun specchio, neppure gli occhi degli altri che fungono da specchi. Sei solo su un’isola deserta, nulla può rispecchiarti. Avresti ancora un volto? Oppure avresti un corpo? Non potresti averlo, non lo hai affatto. Conosciamo noi stessi solo attraverso gli altri, e gli altri possono conoscere solo la forma esterna: questa è la ragione per cui ci identifichiamo con essa. Hyakujo, un altro mistico Zen, diceva sempre ai suoi discepoli: “Quando meditando avete perso la testa, venite immediatamente da me. Quando perdete la testa venite immediatamente da me. Quando incominciate a sentire che la testa non c’è più, non abbiate paura: venite immediatamente da me. Questo è il momento giusto. Ora vi può essere insegnato qualcosa”. Con la testa nessun insegnamento è possibile: la testa interferisce sempre. […] Nell’amore, entri nell’alto e ti identifichi con lui. Non sei tu a rispondere: diventate una cosa sola e per la prima volta conoscete un abisso, una presenza senza forma. […] Quando ami qualcuno, quando entri in qualcuno, lui diventa solo una presenza luminosa. […] Noi non sappiamo che il mondo è colmo di meraviglia: tutto è solo ripetitivo, nessuna meraviglia, nessuna poesia, solo piatta prosaicità. Non crea un canto in te, non crea una danza in te, non fa nascere all’interno la poesia. L’intero universo sembra meccanico. I bambini lo guardano con occhi colmi di meraviglia: quando gli occhi sono colmi di meraviglia anche l’universo ne è colmo. Quando sei innamorato, ritorni a essere come un bambino. […] L’universo può essere spiegato: allora il tuo approccio è scientifico. L’universo è noto o ignoto, ma ciò che è ignoto può venire conosciuto in qualsiasi momento. Non è inconoscibile. L’universo diventa inconoscibile, un mistero, solo quando i tuoi occhi sono colmi di meraviglia. […] Quando la forma scompare il tuo amato diventa l’universo, ciò che è senza forma, l’infinito. […] Quando penetri nell’amore, in un intimo e profondo mondo d’amore, la persona scompare, la forma scompare e l’amante diventa solo una soglia verso l’universo. La tua curiosità può essere scientifica, in questo caso il tuo approccio deve essere logico, non devi pensare a ciò che è senza forma, guardati da ciò che è senza forma, in questo caso accontentati della forma. La scienza si occupa sempre della forma. Se a una mente scientifica viene proposto qualcosa senza forma, essa lo costringerà ad averne una, perché se non assume una forma è senza significato. Prima dagli una forma, una forma definita, solo allora la ricerca avrà inizio. Nell’amore, se la forma esiste, non avrà più fine: dissolvi la forma! Quando le cose diventano senza forma, vertiginose, senza confini, quando ogni cosa penetra nell’altra, quando l’intero universo diventa un’unità, solo allora l’universo è pieno di meraviglia.(p.8/9)
Osho “Il libro dei segreti”

“Il libro dei segreti” è la trascrizione di un insegnamento orale e il commento a un antico testo sacro il “Vijnana Bhairava Tantra” (Via per andare al di là della coscienza). Il tantra è un itinerario spirituale, non è ideologia, e aiuta ad abbattere gli schemi mentali che ci impediscono di riconoscere la vita. Non è religione, almeno in senso tradizionale, né si propone di riscattare alcuna colpa; tantra è semmai amore, il modo relazionale per liberare l’energia (fondalmentalmente l’energia sessuale) che ogni individuo ha in sé, per realizzarsi e trasformarsi.
http://libreriarizzoli.corriere.it/libri/scienze-umane/Yp.sEWcWPvEAAAEphIAfmqGA/ct



















